Raccontare un paese significa anche scegliere da che prospettiva guardare. Ci sono sguardi che lo contemplano da lontano, attraverso la lente deformante della promozione turistica e della retorica istituzionale, e altri che vi si immergono, cercando di coglierne le fratture, le tensioni, le trasformazioni che ne ridefiniscono i confini e i significati. Questo libro di Marco Santopadre sceglie con decisione il secondo punto di vista. E lo fa con la sensibilita` e la professionalita` del giornalista, combinata al coinvolgimento di chi ha amato - e ama - profondamente il luogo di cui scrive.
L'autore ha potuto osservare direttamente la "doppia anima" del Paese Basco in una citta` come Donostia, in cui convivono la San Sebastiän turistica e un po' snob e i quartieri popolari, combattivi e politicamente vivaci.
Negli ultimi tre decenni, si e` assistito a una trasformazione radicale, in cui la prima anima sembra aver fagocitato la seconda, stravolgendo il volto e l'essenza stessa della citta`. Un processo che l'ha resa, come nota Santopadre, «piu` brutta, piu` anonima, piu` finta», una vera e propria "citta` di plastica".
Donostia/San Sebastiän e` il teatro di un processo che coinvolge oggi gran parte delle metropoli globali: la turistificazione. Un fenomeno apparentemente "innocuo", spesso raccontato nei toni celebrativi della crescita economica e dello sviluppo urbano, ma che in realta` cela dinamiche complesse di espulsione sociale, speculazione immobiliare, precarizzazione del lavoro e snaturamento culturale.
PREFAZIONE DI ADRIANO CIRULLI