In questo libro sono narrate le vicende dei movimenti di protesta dal punto di vista di uno dei mol-tissimi partecipanti, non da un leader, ma da un semplice giovane militante. Si raccontano la conte-stazione e il riflusso, vale a dire la sconfitta dei movimenti, fondendo gli aspetti umani di quella moltitudine di giovani che si sono impegnati nella protesta a quelli politici, in un racconto in cui le vicende personali si mescolano con il susseguirsi degli avvenimenti politici e sociali nella Roma degli anni Settanta e Ottanta.
Cosa ti è rimasto di quel periodo? ... parlo di valori, di obiettivi, di quella umanità che ci spingeva a interessarci di tutto quello che era motivo di rivendicazione e di ribellione. Chiedersi cosa è rimasto è per me fondamentale. Perché ciò che è rimasto, ciò che non abbiamo rinnegato è quello che importa di più, ed è quello che possiamo e dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni.
Emilio Santa Maria nasce a Roma nel 1958. Vive gli anni della contestazione giovanile, dal '72 al '77, in una delle scuole più turbolente di Roma e partecipa ai movimenti di protesta militando in una organizzazione extraparlamentari del tempo. Questa esperienza, il contatto con realtà estreme, a volte drammatiche, è segnante e incide profondamente sulla sua formazione. In seguito, dopo la maturità, si laurea in ingegneria meccanica e trova lavoro nell'industria siderurgica, al tempo statale, fino alla pensione, venendo in contatto con il mondo industriale e operaio e vivendo le complesse trasformazioni di questa parte importante della società avvenute nel corso degli ultimi decenni.