Sul finire dell'aprile del 2078, in un mondo svuotato dalla presenza umana, una donna sopravvissuta - anziana, alta, custode di corpi e memorie - affida alla scrittura l'ultimo esercizio possibile: il racconto di sé. Giorno dopo giorno annota visioni, perdite, piccoli gesti domestici e grandi assenze. L'eco delle figlie, della sorella, della madre - dei vivi e dei morti - popola il silenzio di una Terra che non ha più testimoni. In questo spazio abbandonato, la parola diventa gesto di custodia, strumento di cura, testamento e reinvenzione. La sua lingua affiora dagli scarti del mondo che abita: è poetica, ma corrosa; calda, ma stanca; densa come ciò che è rimasto. Seguiamo con lei un diario post apocalittico in cui il collasso ambientale fa da sfondo a un'intima, struggente resistenza. Perché qui, in questo mondo lirico e radicale, sopravvivere significa ricordare. E ricordare significa resistere. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.